Qualità dell'aria, muffa e VMC - Case Ecosostenibili
La qualità dell'aria degli ambienti dove viviamo o lavoriamo è fondamentale per la nostra salute. Come possiamo evitare la formazione di muffa sulle pareti?
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Oggi vi voglio parlare di VMC, ossia Ventilazione Meccanica Controllata. Come tutti sanno ormai1 le case hanno bisogno di essere ventilate al fine di smaltire l’anidride carbonica prodotta dalle persone che vi abitano. L’aria viziata contiene anche tante altre sostanze volatili che devono essere adeguatamente smaltite al fine della salubrità degli ambienti.

Anche la presenza di acqua nell’aria gioca un ruolo fondamentale. Tutti conosceranno l’umidità relativa2, che altro non è che il rapporto tra la quantità d’acqua in kg presente nell’aria e la quantità d’acqua massima contenibile, sempre in kg, in quel volume d’aria a determinate condizioni di pressione e temperatura.

Muffa su travetti ponte termico

Immagine 1: Fotografia nella quale è possibile notare la presenza di muffa sui ponti termici (travetti sul solaio ed angoli)

D’inverno  le condizioni medie interne ambientali devono essere, per civili abitazioni, temperatura 20°C ed umidità relativa al 50%. E’ possibile avere altre combinazioni di temperatura ed umidità, previste dalla normativa, entro certi range che ci consentono ugualmente condizioni di comfort interno. La letteratura tecnica descrive le diverse combinazioni dei due parametri citati per ciascuna zona3 dell’appartamento.

Senza dilungarmi troppo possiamo dire quindi che arieggiare correttamente la casa è indispensabile anche per avere la giusta umidità. Difatti se parliamo di condizioni invernali, l’aria esterna è sempre più secca di quella interna, anche in giornate piovose. Per questo aprendo la finestra per il ricambio d’aria abbiamo che l’umidità di casa si abbassa. Avere un’elevata umidità in casa vuol dire favorire la formazione di muffe sui ponti termici4 (ciò non dovrebbe essere vero per gli edifici di nuova realizzazione).

Termografia Muffa su travetti ponte termico

Immagine 2: Termogramma dove si evidenziano i travetti (parti in verde) soggetti a formazione di muffa superficiale, così come è visibile nell’immagine 1

L’apertura delle finestre ha però come conseguenza la perdita di calore. Per ovviare a questo problema sono nate le VMC. Altro non sono che delle macchine che eseguono per noi la corretta ventilazione della casa. Cosa fanno: estraggono l’aria viziata, notoriamente dalle cucine e dai bagni, ed immettono aria prelevata dall’esterno negli ambienti quali ad esempio soggiorno e camere da letto.

La maggior parte di queste macchine hanno all’interno anche un recuperatore di calore. Questo vuol dire che è possibile recuperare il calore catturandolo dall’aria estratta e cederlo all’aria prelevata dall’esterno. Tale espediente ci consente di disperdere pochissima energia, a maggior beneficio della nostra salute e delle nostre tasche.

Immaginiamo di essere nella stagione fredda, con temperature esterne di 3°C ed interne di 20°C. In presenza di una VMC, invece di immettere in casa aria a 3°C (questo accadrebbe con l’apertura delle finestre) con il conseguente onere di riscaldarla fino ai 20°C, immettiamo aria a 18°. L’umidità esterna si miscela con quella interna dando come risultato il suo abbassamento a valori accettabili.

vmc e rinnovo d'aria per evitare la formazione di muffe superficiali

Immagine 3: esempio di funzionamento in inverno della VMC con recupero di calore

La VMC si può gestire con un sistema domotico, il quale può avviare il rinnovo d’aria ad intervalli di tempo prefissati, oppure al raggiungimento di una certa soglia limite di un parametro monitorabile dell’aria quale umidità interna oppure CO2.

Un utilizzo interessante di tale sistema è anche quello del “free cooling”, letteralmente “raffrescamento gratuito”. Soprattutto nelle mezze stagioni, quando di giorno fa molto caldo e la sera l’aria esterna risulta più fresca di quella interna, possiamo sfruttare tale funzione. Esso “simula” il raffrescamento passivo, che altro non è che il raffrescare la casa in modo passivo5 sfruttando le aperture di un immobile al fine di favorire l’ingresso d’aria fresca per smaltire il calore accumulati all’interno durante le ore diurne. Con la VMC, per chi non vuol aprire le finestre6 oppure aprendo quest’ultime non si hanno grossi benefici7, è possibile estrarre l’aria calda presente nella casa ed immettere aria fresca esterna. Tutto questo con un consumo energetico di 20-30W derivante dall’utilizzo delle ventole di estrazione/immissione.

NOTE

1 Lo sa bene soprattutto chi, sostituendo gli infissi, si è ritrovato in casa problemi di muffa che prima non aveva.

2 Le frasi che spesso di sentono in giro del tipo “l’aria oggi è molto umida” oppure “l’aria è molto secca, per questo il freddo si avverte di meno” si riferiscono proprio all’umidità relativa. Per aria umida si intende aria con “molta” acqua al suo interno rispetto a quella massima che può contenere, quindi elevata umidità relativa. L’esempio lo abbiamo con la nebbia quando l’aria è satura d’acqua, ossia la sua umidità relativa è al 100%. Aria secca è l’opposto. Il nostro organismo, a parità di temperatura, avverte maggiore freddo quando l’umidità relativa è più alta. Qualcuno però non ha molto chiaro questo concetto. Ricordo quella volta che scendendo dall’aereo all’aeroporto di Praga, con un freddo cane e con la nebbia che entrava nelle ossa, sentii una ragazza dire “fa freddo si ma non più di tanto… qui il freddo è secco, mica come da noi!”

3 Le diverse zone all’interno di una abitazione sono: cucina; soggiorno; bagno, doccia ; wc;  camera da letto; corridoio; scale e pianerottoli.

4 Ero in macchina mentre mi recavo in casa di una signora per capire le cause dei problemi di muffa sulle pareti. Chiesi all’amico che mi accompagnava e che mi segnalò il lavoro: “per caso ci sono bambini in casa?”. Lui non mi seppe rispondere. Al nostro arrivo una splendida bimba ci aprì la porta! Così guardai il mio amico, ancora entrambi avanti la porta d’ingresso e gli dissi: “vuoi già sapere perché si forma la muffa in questa casa?”. Normalmente chi ha bambini, credendo di fare la cosa giusta, tende a non aprire mai gli infissi d’inverno per mantenere sempre calda la casa. Così facendo però l’umidità interna, oltre tutte le altre sostanze inquinanti, rimangono in casa a discapito della salute delle persone, specie dei più piccoli. Il rilievo strumentale con termocamera e termoigrometro mi confermò che l’umidità media della casa era al 79% e che la muffa si era formata proprio sui ponti termici di casa. Svelai così il trucco della mia chiaroveggenza.

5 Si intende senza l’ausilio di macchine refrigeranti.

6 Questo può capitare ad esempio se non sono in casa e devo lasciare tutto chiuso, oppure se fuori c’è molto rumore e voglio evitare di aprire gli infissi, oppure se fuori c’è traffico veicolare e voglio evitare che lo smog entri in casa (le VMC filtrano sempre l’aria prima di immetterla negli ambienti).

7Le aperture di un immobile sono posizionate lungo diversi assi cardinali, in fase progettuale, in modo da sfruttare le direzioni dei venti predominanti. Facendo un esempio, supponiamo che il vento soffi da Est a Ovest. Con aperture su entrambi i punti cardinali l’aria entrerebbe dalla facciata Est ed uscirebbe facilmente dalla facciata Ovest. Ciò non potremmo dirlo se le aperture fossero solo ad Est.

AUTORE: Ing. Marco Di Bartolomeo

Libero professionista appassionato di ambiente, tecnologia, efficienza energetica degli edifici ed acustica ambientale. Qualificato come "PARTNER KNX", "TECNICO COMPETENTE IN ACUSTICA AMBIENTALE", "PROVE NON DISTRUTTIVE CERTIFICATO LIVELLO 2". Da sempre ho focalizzato il mio lavoro sull'importanza di progettare immobili i quali fossero armoniosi e rispettosi dell’ambiente, ad alta efficienza energetica, ad elevato comfort termoacustico e gestiti con sistemi tecnologici.

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